In riflessione
Per Barbara Duran

La nave si allontana sul canale lungo percorsi orizzontali. Dal pontile un uomo la segue con lo sguardo. Il faro taglia il cielo in verticale. I percorsi s'incrociano; lo spazio è messo in croce, coste, arenili, cieli gonfi di nuvole, fiordi: un Settentrione della mente.
A volte sono i corpi a salire lungo i loro argini stretti, un corpo appaiato all'altro. Lo spazio ortogonale si raddoppia nel suo riflesso, guida il pittore nel mondo dello specchio.
In riflessione, scrive Barbara in un titolo. M'invita a riflettere. Seguo la persuasione temporale, abbondono lo spazio. O meglio, lo spazio si rapprende in certe antiche immagini che la mente conserva.
Noi verticali, sugli spalti del castello di Sermoneta, in un passato incerto della nostra giovinezza. Alex di fronte alla muraglia orizzontale dei Lepini. La sua amicizia e l'allegra profusione dei suoi doni. Li ho rivisti i dipinti conservati da Barbara, sua figlia.
Dire che ritrovo in questi di Barbara un eco di quelli forse significa che il tempo può, certe volte, rapprendersi in spazio, raccogliersi in un'immagine doppia, colmare il vuoto temporale, e riannodarsi in riflessione.

Ruggero Savinio
Roma, 18 gennaio 2007

Di Riflesso, presentata da Domenico Guzzi, e con uno scritto dedicato di Ruggero Savinio, Studio Urbana. Febbraio/Marzo 2007.